Festival della Cucina Italiana in Svizzera, successo a Neuchâtel per la seconda tappa
Da Vesuvius Taste Experience una serata dedicata alla cucina campana tra alta gastronomia, pizza contemporanea e identità territoriali. Protagonisti Pasquale e Gaetano Torrente, dal ristorante Al Convento di Cetara, e Simone Attolini, pizzachef di Baldoria a Madrid.


Dopo l’esordio zurighese, ilFestival della Cucina Italiana in Svizzeraconquista anche Neuchâtel, dove la seconda tappa, ospitata daVesuvius Taste Experience, si è trasformata in una serata di grande partecipazione, entusiasmo e condivisione. Una nuova occasione per valorizzare la cucina italiana e i suoi interpreti attraverso il dialogo tra territori, esperienze professionali e differenti sensibilità gastronomiche, unite dal legame con le proprie radici.
A fare da cornice all’appuntamento, la realtà gastronomica fondata daGianluca Pellegrinoe dal pizzachefGiuseppe Folgore, che con le sedi di Neuchâtel e Praz e Maison Vesù, nei pressi di Berna, porta in Svizzera una visione contemporanea della cucina campana. Una filosofia che trova espressione nel lavoro dell’executive chef residentRoberto Gagliano, attento alla materia prima, alla tecnica e alla rilettura attuale del patrimonio gastronomico regionale, e nella pizza di Folgore, di matrice napoletana, caratterizzata da impasti senza miglioratori e lunghe lievitazioni.
«È stata una serata speciale, un’importante occasione di condivisione, confronto e passione per la cucina italiana. Ospitare gli chef Pasquale e Gaetano Torrente e il pizza chef Simone Attolini è stato per noi un grande onore. In ogni piatto abbiamo cercato di esprimere la nostra identità, valorizzando la qualità delle materie prime e l’eccellenza dei prodotti italiani. Ringrazio Carla Botta, tutta l’organizzazione del Festival della Cucina Italiana in Svizzera e gli chef ospiti per aver contribuito a rendere questa tappa da Vesuvius un momento così significativo. Un’esperienza che conferma il valore della collaborazione e della condivisione tra professionisti della gastronomia», ha dichiaratoGianluca Pellegrino, sottolineando il valore di un progetto che mira a diventare punto di riferimento per la promozione della cultura gastronomica italiana oltre confine.

Una serata di orgoglio, condivisione e gratitudine anche perGiuseppe Folgore: «Ospitare a Neuchâtel la seconda tappa del Festival della Cucina Italiana in Svizzera è stato motivo di grande orgoglio, soprattutto in un momento così significativo per la cucina italiana, riconosciuta patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO. Ringrazio Carla Botta per aver reso possibile questa iniziativa, Maistà e Moretti Forni per il sostegno e gli chef Pasquale e Gaetano Torrente e Simone Attolini per il confronto e la condivisione». La serata ha regalato anche un momento speciale racconta Folgore: «Pasquale Torrente, pur provenendo da una famiglia di rosticcieri, non aveva mai steso un panetto di pizza. Lo ha fatto per la prima volta insieme a me, condividendo un gesto semplice ma significativo, nel segno dello scambio tra esperienze e professionalità».Un’emozione che va oltre il risultato professionale e si lega al percorso personale di Folgore: «L’entusiasmo dei clienti è stata una grande soddisfazione. Anche quando il lavoro comporta sacrifici, soprattutto vivendo lontano dalla propria terra e dai propri affetti, esperienze come questa danno valore e motivano a crescere. La pizza, per me, non è soltanto un mestiere: è il modo di raccontare chi sono e da dove vengo».

Dalla Costiera Amalfitana a Madrid, la cucina italiana si confronta
Cuore della serata è stato l’incontro tra esperienze e percorsi internazionali, con la partecipazione diPasquale e Gaetano Torrente, del ristoranteAl Convento di Cetara (Salerno), e diSimone Attolini, pizza chef diBaldoria a Madrid, due realtà che interpretano, attraverso linguaggi diversi, la vitalità della gastronomia italiana all’estero e nei circuiti internazionali.
Pasquale e Gaetano Torrente, ambasciatori della tradizione gastronomica di Cetara e della sua celebre colatura di alici, hanno portato a Neuchâtel una cucina profondamente legata al territorio, alla biodiversità, alla stagionalità e al rispetto dei cicli naturali. Il ristorante Al Convento, consigliato dalle principali guide gastronomiche internazionali e inserito nella Guida Gambero Rosso con il riconoscimento dei Tre Gamberi, ha ottenuto anche il Bib Gourmand della Guida Michelin. Un percorso che conferma il valore di una proposta capace di coniugare cultura marinara, conoscenza delle materie prime e rispetto dei gesti tramandati di generazione in generazione, rinnovando la tradizione senza disperderne l’identità.
Dalla Campania alla Spagna, la serata ha visto protagonista ancheSimone Attolini, pizza chef di Baldoria, indirizzo di riferimento della scena gastronomica madrilena. La pizzeria ha raggiunto nel 2026 il secondo posto nella classifica 50 Top Pizza Europa e l’ottavo nella 50 Top Pizza World, conquistando il titolo di Migliore Pizzeria in Europa 2026 e il riconoscimento Best Marketing 2026. Risultati che testimoniano la capacità del progetto di affermarsi nel panorama internazionale, coniugando cultura della pizza italiana, ricerca e una visione contemporanea della ristorazione.
«La tappa di Neuchâtel è stata una bellissima esperienza, sia dal punto di vista professionale sia umano –affermaAttolini-. L’accoglienza ricevuta e l’entusiasmo dei clienti, che hanno apprezzato i piatti proposti, hanno reso la serata particolarmente significativa. Iniziative come il Festival della Cucina Italiana in Svizzera contribuiscono a far conoscere e valorizzare la nostra cucina in Europa e nel mondo, creando occasioni di incontro e collaborazione tra chef e pizzaioli italiani che lavorano all’estero. Questa prima edizione ha grandi potenzialità di crescita e può diventare un importante punto di riferimento. Ringrazio l’organizzazione del Festival per avermi coinvolto e tutto lo staff di Vesuvius per l’ospitalità: è stato un onore partecipare a questo progetto».