Dipendenze giovani, Omceo Roma: da cannabis anche rischio infarti e ictus. Il rischio riguarda anche giovani sani

pexels-mart-production-7230243-1024x683 Dipendenze giovani: rischio infarti e ictus, l’allarme dei medici

De Lillo: conferma da studi Usa, sostanze troppo spesso banalizzate


La percezione comune dellacannabiscome sostanza “leggera” e a basso rischio sta rapidamente cambiando alla luce dellenuove evidenze scientifiche. Secondo quanto dichiarato daStefano De Lillo,vicepresidente dell’Ordine dei Medici di Roma e coordinatore della Commissione per laprevenzione delle dipendenze, l’uso di cannabinoidi è oggi riconosciuto come un rilevante fattore di rischio cardiovascolare, specialmente tra i giovani.

Fino a poco tempo fa si parlava esclusivamente dei danni neuropsichiatrici derivanti dall’uso di cannabis,”spiega De Lillo,oggi però è emerso chiaramente che queste sostanze possono provocare anche gravi conseguenze cardiache, come infarti, ictus e aritmie, anche in soggetti giovani e apparentemente sani.”

Il riferimento è a uno studio retrospettivo su oltre 4,6 milioni di persone pubblicato suJACC Advances, oltre che a una meta-analisi di 12 studi scientifici discussi durante il congresso annuale dell’American College of Cardiology, svoltosi a Chicago. I dati parlano chiaro: iconsumatori di cannabis sotto i 50 anni presentano un rischio sei volte superiore di infarto rispetto ai non utilizzatori.

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Studi Usa rivelano: sei volte più infarti tra i consumatori sotto i 50 anni

Un ulteriore studio americano del 2024, pubblicato sulJournal of the American Heart Association, ha confermato unincremento del 25% nel rischio di infarto e ischemie e del 42% nel rischio di ictus nei consumatori di cannabinoidi. Anche un uso occasionale aumenta sensibilmente la probabilità di eventi cardiovascolari, specie negli uomini sotto i 55 anni e nelle donne sotto i 65.

Non meno rilevanti i risultati emersi dalloEuropean Heart Journal, che ha evidenziato unamaggiore incidenza di fibrillazione atriale nei pazienti che fanno uso di cannabis a scopo terapeutico:una complicanza potenzialmente fatale, in grado di provocareictus cerebrali.

Di fronte a questi dati,De Lillo richiama l’attenzione dei media, della politica e dei medici stessi:Non si può più banalizzare l’uso della cannabis, soprattutto tra gli adolescenti. Serve un’azione culturale e preventiva forte.L’Ordine dei Medici di Roma è attivamente impegnato nella sensibilizzazionenelle scuole, nei centri sportivi e negli oratori,con l’obiettivo di proteggere le nuove generazioni dai rischireali e troppo spesso sottovalutati delle dipendenze.