Internazionale a Ferrara 2025 chiude con 79.000 presenze. Gaza al centro, tra testimonianze di Amira Hass, Francesca Albanese e Atef Abu Saif

Foto @AlessandroAbbasciano
Internazionale a Ferrara 2025: un festival al passo con l’attualità
La XIX edizione di Internazionale a Ferrara si è chiusa con 79.000 presenze e un programma che ha posto Gaza e il conflitto israelo-palestinese al centro. La direttrice Chiara Nielsen ha sottolineato come la sfida sia stata “essere al passo con il presente”, tra mobilitazioni per Gaza, scioperi in Italia e notizie sui negoziati per la liberazione degli ostaggi.

Gaza al centro di Internazionale a Ferrara: testimonianze e riflessioni
Il filo conduttore del festival è stato la speranza, declinata come forma di resistenza politica e umana.
- Amira Hass, giornalista israeliana a Ramallah, ha espresso il desiderio che l’indignazione globale contribuisca a fermare il genocidio a Gaza.
- Meron Rapoport, editorialista israeliano, ha ricordato che la speranza è non perdere l’umanità e riconoscere che due popoli devono vivere insieme.
- Atef Abu Saif, scrittore palestinese di Gaza, ha paragonato la speranza all’acqua che mantiene in vita: senza di essa non c’è futuro.
Francesca Albanese: giornalismo e memoria
Molto atteso l’incontro con Francesca Albanese, relatrice speciale ONU, che ha presentato Quando il mondo dorme (Rizzoli, 2025). Il libro vuole raccontare la Palestina ai giovani, come diario di memoria e di speranza, ma anche come monito sulla gravità del momento storico.

Dialoghi e amicizie oltre i confini
Internazionale a Ferrara ha dato spazio a un confronto unico: Amira Hass e la scrittrice libanese Dominique Eddé hanno portato sul palco un’amicizia “pericolosa”, ostacolata dalle leggi libanesi che vietano contatti pubblici con cittadini israeliani. Un dialogo che mostra come il giornalismo e la cultura possano superare barriere politiche e geografiche.

Oltre Gaza: attualità globale e voci indipendenti
Il festival non si è fermato al Medio Oriente.
- Haiti: crisi di violenza e collasso istituzionale.
- Brasile: comunità dei Quilombola e discriminazioni storiche.
- Argentina, Messico, Iran, Ucraina, Russia, Cina: testimonianze su dittature, femminismo, conflitti e diritti negati.
Oltre 190 ospiti da 25 Paesi hanno portato sul palco un mosaico di voci indipendenti, tra giornalismo e letteratura.

Giovani protagonisti: fuoriclasse e Internazionale Kids
Novità 2025 è stato il programma Fuoriclasse, pensato per ragazze e ragazzi tra 14 e 19 anni: incontri su attualità, intelligenza artificiale, relazioni e ambiente. Grande successo anche per Internazionale Kids, confermando l’attenzione del festival alla formazione delle nuove generazioni.

Gaza tra festival e piazze italiane
Mentre a Ferrara si discuteva di Gaza, in Italia si moltiplicavano manifestazioni e scioperi per chiedere la fine delle violenze nella Striscia. Questo ha reso i dibattiti del festival parte di un contesto più ampio di mobilitazione sociale, dove giornalismo, attivismo e cittadinanza si intrecciano.

Conclusioni: Internazionale a Ferrara e la sfida della speranza
Internazionale a Ferrara 2025 ha mostrato come il giornalismo possa farsi spazio di resistenza, testimonianza e speranza. Dal racconto delle guerre alle crisi climatiche, fino alle mobilitazioni per Gaza, il festival ha evidenziato che l’informazione è strumento di consapevolezza e che la speranza resta un motore politico.