
CASA SURACE TORNA A TEATRO CON
“LA RIUNIONE DI CONDOMINIO”
UNO SPETTACOLO CHE PROFUMA DI FRITTO E DI VITA VERA!
La factory che dal 2015 ha conquistato oltre 5 milioni di fan sul web,
torna sul palco con uno show che trasforma l’assemblea condominiale
in un happening comico e poetico, per raccontare vizi, virtù e contraddizioni di un Paese che sembra diviso su tutto, ma che alla fine trova sempre il modo di “stare insieme”.

Dopo avere conquistato il web con la sua irresistibile ironia, il fenomeno Casa Surace sbarca a teatro con uno spettacolo che è un vero e proprio spaccato di vita quotidiana: “La riunione di condominio – Tutti sotto lo stesso tetto”. Preparatevi ad assistere all’assemblea più epica e caotica che abbiate mai visto, dove un regolamento da votare, vicini “particolari” e un pubblico coinvolto in prima persona, danno vita a una commedia che è satira, ma anche tenero affresco di un’Italia che si ritrova “tutta sotto lo stesso tetto”.

SINOSSI
Una riunione condominiale. Un regolamento da votare. E un pubblico che, senza accorgersene, si ritrova parte attiva della scena. La riunione di condominio è uno spettacolo che nasce dove finisce il teatro – o meglio, dove inizia la vita vera: in una casa, di cui tutti i condomini-spettatori diventano ospiti. E presto l’assemblea deraglia in qualcosa di più profondo e sorprendente. Il condominio diventa il Paese, l’Italia stessa: un microcosmo di storie, dialetti e battaglie epiche. Riusciranno i condomini a trovare un accordo almeno su un punto all’ordine del giorno?

Tra sketch, battute e momenti improvvisati, l’atmosfera si fa liquida: attori e spettatori si confondono, il palcoscenico si allarga, e la vita quotidiana si trasforma in poesia. Mamma Antonella irrompe – letteralmente – e diventa la voce tenera, rumorosa e autentica di un’Italia che si barcamena tra regole, affetti e contraddizioni. Il risultato è uno spettacolo travolgente, interattivo, fin troppo realistico. Un happening comico, tenero, comunitario, dove si ride, si riflette e, alla fine, si mangia davvero. Perché partecipare non è un’opzione: è un dovere condominiale. E perché anche la condivisione di un piatto può diventare atto teatrale, se racconta l’arte – fragile e potentissima – del convivere.

