
Dal 23 al 25 novembre 2026 Ruben Modigliani conduce tre giornate dedicate alla trasformazione dell’immagine: dalla progettazione al computer alla costruzione manuale di un arazzo contemporaneo
Cosa accade quando un’immagine digitale abbandona lo schermo e diventa materia, trama, gesto?
Da questa domanda nasce “L’ago e il pixel”, il corso di arazzo contemporaneo condotto da Ruben Modigliani al Madama Venice dal 23 al 25 novembre 2026. Tre giornate dedicate a un processo creativo in cui progettazione digitale e pratica manuale si incontrano, mettendo in relazione due linguaggi solo apparentemente distanti.

Al centro del percorso c’è la trasformazione dell’immagine.
I partecipanti imparano a tradurre un soggetto visivo in uno schema ricamabile, costruendo una griglia, definendo proporzioni, colori e ritmo della composizione. Chi desidera concentrarsi fin da subito sulla pratica può invece lavorare a partire da una selezione di schemi predisposti da Modigliani e articolati in tre livelli di difficoltà.
È proprio nella fase progettuale che emerge uno degli aspetti più contemporanei del corso. L’arazzo viene affrontato non come semplice tecnica decorativa ma come dispositivo visivo: un’immagine viene scomposta, ridotta a unità minime, reinterpretata attraverso una logica che richiama inevitabilmente quella del pixel. Il passaggio al ricamo restituisce poi a quella struttura una dimensione tattile e fisica

La tecnica utilizzata è volutamente essenziale. Si lavora senza telaio e con una variante ridotta del tradizionale punto croce, trasformato da elemento esecutivo a vero strumento espressivo. La semplicità del gesto permette di concentrarsi sul rapporto tra superficie, colore e segno, lasciando spazio a molteplici soluzioni compositive.
Nel corso delle tre giornate vengono affrontate tutte le fasi necessarie alla costruzione dell’arazzo: il calcolo delle dimensioni della tela, la rifinitura dei bordi, l’avvio e la chiusura delle diverse sezioni, la gestione dei fili e dei colori, l’organizzazione fisica del lavoro e le possibili modalità di esecuzione.

“L’ago e il pixel” è aperto anche a chi non ha precedenti esperienze. Sono richieste soprattutto manualità, precisione e pazienza. Per chi desidera utilizzare il metodo appreso nello sviluppo di progetti personali può essere utile una familiarità di base con programmi di elaborazione delle immagini come Photoshop.
A ogni partecipante viene consegnato un piccolo volume concepito come strumento di lavoro e approfondimento, con contenuti dedicati all’iconografia, alle tecniche digitali e manuali, allo schema scelto in versione cartacea e digitale e ai materiali utilizzati.
Il corso comprende inoltre tutto il necessario per iniziare il proprio arazzo: tela tagliata a misura, lana in due colori a scelta, forbici da ricamo e due aghi da lana.
La partecipazione è limitata a un massimo di quindici persone, per consentire un accompagnamento puntuale nelle diverse fasi di progettazione e realizzazione.