Nuova escalation tra Pakistan e Afghanistan: oltre 20 morti e migliaia di sfollati secondo ONU e UNHCR. Le cause storiche, le tensioni attuali e la crisi umanitaria

Nuovi scontri di confine
Negli ultimi giorni di ottobre 2025 la frontiera tra Pakistan e Afghanistan è tornata ad accendersi.
Secondo i rapporti di UNAMA e OCHA, gli scontri tra eserciti e miliziani hanno causato oltre 20 vittime e centinaia di feriti.
Il fragile cessate il fuoco mediato dalle Nazioni Unite rischia di crollare mentre cresce il flusso di sfollati verso le province pachistane di confine.

Origini storiche del conflitto: la Linea Durand e la questione pashtun
La crisi attuale affonda le sue radici nel 1893, quando la Linea Durand venne tracciata dall’Impero Britannico per separare l’Afghanistan dall’India coloniale.
Mai riconosciuto da Kabul, questo confine di 2.640 chilometri divide ancora oggi le popolazioni pashtun, generando tensioni identitarie e territoriali.
A rendere più fragile la situazione è la mancanza di accesso al mare per l’Afghanistan, elemento che da oltre un secolo alimenta la sua condizione di isolamento economico e politico.

Islamabad e i Talebani: un’alleanza che oggi scricchiola
Dagli anni ’70 il Pakistan ha cercato di influenzare la politica afghana, sostenendo i Talebani durante e dopo la guerra sovietica.
Dopo il ritorno al potere del movimento islamista nel 2021, Islamabad sperava in una cooperazione stabile, ma i rapporti si sono rapidamente deteriorati.
Il governo pachistano accusa Kabul di tollerare e sostenere il gruppo Tehrik-e-Taliban Pakistan (TTP), responsabile di attentati nelle regioni di Khyber Pakhtunkhwa e Belucistan.
In risposta, l’esercito di Islamabad ha condotto raid aerei transfrontalieri, condannati da UNAMA per le “numerose vittime civili” registrate.

Gli scontri di ottobre 2025 e il bilancio umanitario
L’8 e 9 ottobre 2025, l’area di Chaman e Spin Boldak è stata teatro di violenti scontri.
Le truppe pachistane hanno risposto con artiglieria pesante agli attacchi provenienti dal lato afghano, causando danni e centinaia di sfollati.
Secondo UNHCR, più di 12.000 persone hanno abbandonato le loro case nelle province di Nangarhar e Kandahar, mentre 3,1 milioni di rifugiati afghani restano in territorio pachistano, di cui circa 800.000 senza documenti regolari.

Rimpatri forzati e allarme ONU: violato il principio di non-refoulement
L’Alto Commissariato ONU per i Rifugiati (UNHCR) ha denunciato la decisione del governo pachistano di espellere i migranti afghani, molti dei quali presenti da anni nel Paese.
Questa misura, afferma l’ONU, “viola il principio internazionale di non-refoulement”, che tutela i rifugiati dal rimpatrio verso luoghi dove rischiano persecuzioni o violenze.
La situazione si aggrava con la crisi alimentare e le inondazioni che colpiscono le province meridionali del Pakistan, complicando la distribuzione degli aiuti (fonte OCHA).

Reazioni internazionali e mediazione delle Nazioni Unite
Il 28 ottobre 2025, la rappresentante speciale dell’ONU per l’Afghanistan, Roza Otunbayeva, ha lanciato un appello per “una de-escalation immediata e la protezione dei civili”.
Il Consiglio di Sicurezza dell’ONU ha convocato una riunione straordinaria per il 30 ottobre, mentre Unione Europea e Organizzazione della Cooperazione Islamica (OIC) si sono offerte per facilitare il dialogo.
Nonostante ciò, la sfiducia reciproca resta elevata: Islamabad teme l’influenza dei Talebani pachistani, mentre Kabul denuncia la violazione della propria sovranità.

Implicazioni geopolitiche e rischio regionale
La nuova crisi afghano-pachistana non è un evento isolato:
- la Cina teme per la sicurezza del Corridoio Economico Cina–Pakistan (CPEC);
- l’Iran vigila sui movimenti jihadisti al suo confine orientale;
- l’India considera instabilità e terrorismo un rischio indiretto per il Kashmir.
Secondo l’ONU-ESCAP, la regione “rimane uno dei focolai più complessi al mondo per la sovrapposizione di tensioni religiose, etniche e climatiche”.
Dati ONU
| Indicatore | Valore | Fonte |
|---|---|---|
| Rifugiati afghani in Pakistan | 3,1 milioni | UNHCR |
| Sfollati interni in Afghanistan | 5,8 milioni | OCHA |
| Incidenti armati di confine nel 2025 | >120 | UNAMA |
| Civili uccisi nel 2025 | ≈400 (33% donne e bambini) | UNAMA |
| Rimpatri forzati settembre–ottobre 2025 | 160.000 persone | UNHCR |
Un confine ancora instabile
A più di un secolo dalla sua creazione, la Linea Durand continua a dividere popoli e destini.
La violenza di ottobre dimostra che la pace tra Pakistan e Afghanistan resta fragile.
Senza una mediazione duratura e un impegno umanitario coordinato, il rischio è che la crisi di confine si trasformi in un conflitto regionale capace di destabilizzare l’intera Asia meridionale.
Fonti principali:
- UNHCR – Afghanistan Situation Report (29 ottobre 2025)
- UNAMA – Afghanistan Protection of Civilians Report (ottobre 2025)
- OCHA – Pakistan Humanitarian Bulletin (ottobre 2025)