
Dal 24 al 29 marzo, in prima milanese, ilTeatro Menottiaccoglie Operaccia Satirica. Onora i padri e paga la psicologa, il nuovo capitolo del percorso teatrale di Paolo Rossi: uno spettacolo che intreccia narrazione, musica dal vivo e improvvisazione, muovendosi tra racconto autobiografico e memoria dei maestri, per attraversare con ironia e spirito critico le contraddizioni del presente.

L’Operaccia Satirica della scorsa stagione fa una sacrosanta evoluzione. Come quella, senza rete. Un comico in terapia con la sua psicologa e i due fidi musicanti – che gli fanno dal vivo da colonna sonora sia nella vita che sul palco – confessa i suoi lati oscuri e onora il ricordo romanzato e l’eredità dei suoi maestri.


Tutto davanti al suo pubblico. Improvvisando il suo passato, per ricordarsi il suo e l’altrui presente. Con l’incasso pagherà la psicologa, oltre ad altri debiti per varie ed eventuali questioni in questi tempi difficili.


Chi è capace di narrare storieha il potere di governare il mondo, che sia una nazione, un condominio, una famiglia o una coppia. Le operacce satiriche sono creazioni stravaganti che nascono da diverse ispirazioni: la lettura dei grandi classici letterari che vengono trasformati in buffe composizioni, episodi “rubati” dalla vita vissuta e dal mio personale repertorio poi rielaborati e trasformati in poesie comiche che, grazie all’accompagnamento musicale, si tramutano in una canzonaccia popolare.

Il linguaggio è scorretto, variegato, ricco di storpiature, parole e suggestioni strane, ma facilmente comprensibili per tutti. Rimangono fondamentalmente delle storie: noi ci sforziamo di raccontarle al meglio per combattere il senso di disorientamento e smarrimento che proviamo pensando a come è governato il mondo che viviamo.