Operaccia_comp_Laila-Pozzo-862x1024 Paolo Rossi in Operaccia Satirica dal 24 al 29 marzo il Teatro Menotti di Milano

Dal 24 al 29 marzo, in prima milanese, ilTeatro Menottiaccoglie Operaccia Satirica. Onora i padri e paga la psicologa, il nuovo capitolo del percorso teatrale di Paolo Rossi: uno spettacolo che intreccia narrazione, musica dal vivo e improvvisazione, muovendosi tra racconto autobiografico e memoria dei maestri, per attraversare con ironia e spirito critico le contraddizioni del presente.

Operaccia-satirica_MEQ_12_©Marta-Ester-Quaglierini-1024x683 Paolo Rossi in Operaccia Satirica dal 24 al 29 marzo il Teatro Menotti di Milano

L’Operaccia Satirica della scorsa stagione fa una sacrosanta evoluzione. Come quella, senza rete. Un comico in terapia con la sua psicologa e i due fidi musicanti – che gli fanno dal vivo da colonna sonora sia nella vita che sul palco – confessa i suoi lati oscuri e onora il ricordo romanzato e l’eredità dei suoi maestri.

Tutto davanti al suo pubblico. Improvvisando il suo passato, per ricordarsi il suo e l’altrui presente. Con l’incasso pagherà la psicologa, oltre ad altri debiti per varie ed eventuali questioni in questi tempi difficili.

Chi è capace di narrare storieha il potere di governare il mondo, che sia una nazione, un condominio, una famiglia o una coppia. Le operacce satiriche sono creazioni stravaganti che nascono da diverse ispirazioni: la lettura dei grandi classici letterari che vengono trasformati in buffe composizioni, episodi “rubati” dalla vita vissuta e dal mio personale repertorio poi rielaborati e trasformati in poesie comiche che, grazie all’accompagnamento musicale, si tramutano in una canzonaccia popolare.

Operaccia-satirica_MEQ_11_©Marta-Ester-Quaglierini-1024x683 Paolo Rossi in Operaccia Satirica dal 24 al 29 marzo il Teatro Menotti di Milano

Il linguaggio è scorretto, variegato, ricco di storpiature, parole e suggestioni strane, ma facilmente comprensibili per tutti. Rimangono fondamentalmente delle storie: noi ci sforziamo di raccontarle al meglio per combattere il senso di disorientamento e smarrimento che proviamo pensando a come è governato il mondo che viviamo.