Pinacoteca di Brera: un toccasana contro lo stress da fine del mondo prossima ventura, prendiamoci una pausa e vistiamo un museo

pinacoteca-di-Brera-Milano-1024x576 Pinacoteca di Brera: uno scorcio su Andrea Mantegna

Un salto al museo per combattere lo stress. la Pinacoteca di Brera

Pinacoteca di Brera ma non solo. Contro lo stress facciamo un salto al museo (merce che a Milano e in Lombardia fortunatamente abbonda). Tra i gioielli esposti nella Pinacoteca di Brera uno dei più celebri e significativi è senz’altro il “Cristo morto” di Andrea Mantegna (1431-1506). Lo scorcio prospettico frontale non ha precedenti, segna l’intero Rinascimento, attraversa i secoli diventando una delle immagini iconiche della pittura. 

Andrea Mantegna nel cinema italiano 

Entra anche nella storia del cinema, in “Mamma Roma”, capolavoro di Pier Paolo Pasolini. La rappresentazione algida e mozzafiato del dramma (il quadro è datato 1470 ca, stiamo entrando nel Manierismo) ne fanno un’opera di assoluta modernità, sempre e comunque all’avanguardia in qualsiasi epoca lo si collochi: dal Caravaggio (secolo successivo), ai grandi fotografi del XX secolo, come Robert Capa. 

È un po’ come se Mantegna fosse sempre passato prima di loro. Mantegna, appunto, veneto di nascita (Isola di Carturo, Padova) ma assolutamente mantovano di adozione

Mantovano come Tazio Nuvolari, Publio Virgilio Marone, Roberto “Bonimba” Boninsegna, terragni, gente forte, gente che parla ad alta voce. A Milano non amano chi parla ad alta voce, ma sicuramente amano i mantovani. E forse un po’ li invidiano (la curva a “U” tirando il freno a mano è invenzione che ogni buon milanese vorrebbe nel suo curriculum). E li celebra, come appunto il “Cristo morto” ospitato a Brera, santuario mondiale di arte e bellezza. 

Andrea-Mantegna-Il-Cristo-Morto-Accademia-di-Brera-Milano-1-1024x576 Pinacoteca di Brera: uno scorcio su Andrea Mantegna

Un artista di umili origini

Mantegna è un artista dalla fortuna critica “carsica”, che affiora nei decenni, emergendo tra i fantastici quattro (Michelangelo, Leonardo, Raffaello, Caravaggio) che fagocitano l’intera storia dell’arte. Lo storico Giorgio Vasari, gran urbanista e insuperabile pettegolo, ne le sue “Vite…”

Lo riporta mantovano di nascita (in una villa de’ dintorni), ne celebra bravura e successo, sottolineandone le origini popolane: “Nato d’umilissima stirpe in contado e pascendo gli armenti, tanto s’alzasse col valore della sorte e della virtù, ch’egli meritasse di venire cavaliere onorato”. Insomma, uno che “s’è fatto da sé”, diremmo oggi, in pienissimo “lumbard-style”.

Mantegna si vide pertanto onorato, riconosciuto e “guiderdonato” in vita, era artista di “gran diligenzia e fatica non punto piccola, non guardando ne’ a tempo ne’ a industria nel lavorare” (proprio un “lombardo dentro”), “tanto nominato per italia, ch’altro non si udiva ch’el grido del Mantegna nella pittura” (e Vasari non era propriamente uno di manica larga nei suoi giudizi, anzi). 

L’elogio di Vasari all’artista lombardo Andrea Mantegna

Ancora Vasari ne celebra l’originalità: “Lasciò costui alla pittura la difficultà degli scorti delle figure al di sotto i su: invenzione difficile e capricciosa”.

Attivo a Mantova, ma anche a Verona, “Vinegia” (Venezia), Firenze, lavorò pure a Roma, per “Papa Innocenzio VIII”. Al riguardo il Vasari riporta un piccolo aneddoto: “Dicesi che Papa Innocenzio per le occupazioni che aveva non dava così spesso danari al Mantegna, come esso avrebbe voluto: per il che si risolse di dipignere alcune Virtù di terretta (sta minga cu’ i man in man, ndr). E fra l’altra fece la Discrezione.

Onde il Papa un giorno gli domandò che figura fosse quella. Egli rispose essere la Discrezione. Allora disse il Papa (che evidentemente aveva mangiato la foglia, ndr): “Se vuoi ch’ella stia meglio, favvi allato la Pazienzia”. E così fu cagione che Andrea si tacque, et aspettò il fine dell’opera; la quale fu poi finita, il Papa con onorevoli premii al suo duca lo rimandò”. Papa Innocenzio da buon genovese conosceva il peso della pecunia, non ebbe pertanto difficoltà a riconoscere e trovar accordo con un gran lombardo come Mantegna. Il direttore Pier Luigi Pellegrin

Andrea-Mantegna-1024x576 Pinacoteca di Brera: uno scorcio su Andrea Mantegna