Vladimir Luxuriain un’intervista a La Volta Buona,racconta il suo doloroso distacco dalla Chiesa e il ritorno alla fede grazie a Papa Francesco

Dalla repressione al riscatto: la testimonianza di Luxuria sulla rinascita spirituale
Vladimir Luxuriaha condiviso un’intensa e toccantetestimonianza sul suo percorso spirituale e personale. Ricorda con dolore il momento in cui, da ragazzina,confidò la propria identità a un prete che le consigliò di reprimere sé stessa. Quelle parole la spinsero ad allontanarsi dallaChiesa. In cerca di serenità, si avvicinò albuddismo, pur rimanendo una persona profondamente bisognosa di credere.


Il punto di svolta arrivò con l’elezione diPapa Francesco. Le sueparole di inclusione e accoglienza fecero sentire Vladimir ascoltata, accettata. “Mi sono riconciliata con la fede grazie a lui”,ha raccontato ospite di La Volta BuonadiCaterina Balivo. È stato il primo segnale concreto di apertura verso la comunità LGBTQ+, e per Luxuria un ponte per riavvicinarsi alla spiritualità.


L’amore della famiglia, la libertà sentimentale e un messaggio contro l’odio: “Le parole possono uccidere, usiamole per costruire”
Durante la trasmissione è intervenuta anchesua madre, Michela,cheha ricordato quanto abbia sempre protetto la figlia: “Ai genitori dico: fate vivere i vostri figli“. Vladimir, commossa, ha sottolineato quanto sia grata per il legame ritrovato con i suoi genitori, consapevole delle difficoltà che la loro generazione ha dovuto affrontare nell’accettare il cambiamento.
Non sono mancati momenti più leggeri, come il chiarimento su unpresunto fidanzamento con Danilo Zanvit Stecher: “Gli voglio bene, ma sono libera e super accessoriata“. Eppure,non ha nascosto la solitudineche a volte l’accompagna, esprimendo fiducia nel futuro e nell’amore.
Luxuria ha concluso con un appello forte contro l’odio online: “Certe parole possono diventare pietre tombali. Dobbiamo educare al rispetto“. Dopo averricevuto insultiper alcune sue foto, ha ribadito con fierezza la sua serenità e lascelta di non rispondere con rabbia, ma con consapevolezza e dignità.