
Dopo il trionfo alla Berlinale 2026, Yellow Letters diİlker Çatak arriva al cinema dal 30 aprile.
“La censura è una forma di controllo sociale che limita la libertà di espressione e di accesso all’informazione, basata sul principio secondo cui determinate informazioni e le idee e le opinioni da esse generate possono minare la stabilità dell’ordine sociale, politico e morale vigente. Applicare la censura significa esercitare un controllo autoritario sulla creazione e sulla diffusione di informazioni, idee e opinioni” (in Enciclopedia Treccani).

Ambientato in Turchia ma girato esplicitamente in Germania, con Berlino e Amburgo che “interpretano” Ankara e Istanbul – a segnare l’impossibilità di poter girare un film libero in terra turca ma anche l’universalità dei temi trattati – il film pone al centro il ruolo dell’arte all’interno dei regimi totalitari. Qual è il prezzo che l’arte paga nel nome della libertà, dell’autonomia, del non scendere a compromessi con i proprio ideali, dell’essere una voce del dissenso?

SINOSSI
La vita di Derya e Aziz, una celebre coppia di artisti turchi, viene sconvolta all’indomani della prima del loro nuovo spettacolo. Improvvisamente finiti nel mirino dello Stato, Aziz, che è anche professore all’Università di Ankara, riceve una “lettera gialla” che lo informa del suo licenziamento. Costretti a trasferirsi a Istanbul, senza lavoro, i due devono ridefinire il loro stile di vita e confrontarsi con un doloroso compromesso tra impegno politico e necessità di sopravvivenza.

DAL 30 APRILE AL CINEMA
