
Il 30 e 31 ottobre al Teatro Fraschini di Pavia, Cavalleria Rusticana e Pagliacci con la regia di
Davide Marranchelli, le scene di Francesca Sgariboldi e la direzione musicale di Biagio
Micciulla
CAVALLERIA RUSTICANA E PAGLIACCI. QUANDO LA VERITÀ MUORE
NELLA PROPRIA RAPPRESENTAZIONE
Le due opere si svolgono nello stesso paese, a un secolo di distanza: cambiano i protagonisti,
si ripetono la violenza e l’esclusione, ciò che è vero diventa racconto.
Una produzione del Teatro Fraschini
#Un’emozionepertutti

Pavia, ottobre 2026– Un paese si raccoglie per la Pasqua mentre, tra le sue case, si prepara una
tragedia. Cento anni dopo, quella vicenda è diventata uno spettacolo: il dolore è stato ridotto a farsa e la memoria ha cancellato ciò che era più difficile accettare. Su questo legame Davide Marranchelli costruisce la regia di Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni e Pagliacci di Ruggero Leoncavallo, in scena il 30 e il 31 ottobre al Teatro Fraschini di Pavia, con Biagio Micciulla sul podio e le scene di Francesca Sgariboldi. Le due opere diventano parti di un unico racconto, nel quale la violenza sopravvive a chi l’ha commessa e torna a colpire chi credeva di averla consegnata al passato. Marranchelli rilegge i due manifesti del verismo operistico a partire da una domanda che riguarda anche il presente: che cosa scegliamo di riconoscere come vero? E che cosa accade quando un’intera comunità preferisce una versione dei fatti capace di rassicurarla, anziché ammettere ciò che è avvenuto?

“La scelta artistica e registica di ambientare le due opere nello stesso paese a cento anni di distanza” – commenta Francesco Nardelli, Direttore Generale del Teatro Fraschini – “ci mette davanti a una
domanda: che cosa abbiamo imparato a riconoscere della violenza e quanto, invece, continuiamo a
giustificarla o a dimenticarla? In questo allestimento, il tempo trascorso ha trasformato una tragedia in una farsa e cancellato il dolore di Santuzza. È un meccanismo che ci riguarda: oggi siamo continuamente esposti a rappresentazioni della realtà, eppure distinguere ciò che accade da ciò che ci viene raccontato diventa sempre più difficile. Finiamo per credere alla versione che ci rassicura, che conferma le nostre convinzioni. E la realtà rischia di morire nella sua rappresentazione: restano le immagini e i racconti, si perdono le persone e le conseguenze dei fatti. Il teatro ci porta dentro questa contraddizione. Dichiara la propria finzione e proprio attraverso quella finzione ci permette di riconoscere qualcosa di vero, anche quando avremmo preferito non vederlo. È questa possibilità di interrogare ciò che abbiamo davanti, di dubitare del racconto che ci sembra più comodo, che vorremmo condividere con il pubblico”.
BIGLIETTERIA – ORARI DI APERTURA
dal lunedì al sabato → dalle ore 17:00 alle ore 19:00
mercoledì e sabato anche alla mattina → dalle 11:00 alle 13:00
biglietteria@teatrofraschini.org; tel. 0382/371214
biglietteria online teatrofraschini.vivaticket.it