Fondazione Banco dell’Energia e Luiss presentano il primo volume dedicato al tema povertà energetica: cause, impatti e prospettive future

Povertà energetica: una delle principali emergenze sociali del nostro tempo
Secondo i dati OIPE e Ipsos, in Italia la povertà energetica colpisce 2,36 milioni di famiglie, pari al 9% del totale, con un aumento significativo nelle Isole e nel Nord Ovest. Un fenomeno che non riguarda solo la capacità di pagare le bollette, ma che riflette un divario crescente di accesso all’energia e alle opportunità.
Da questo scenario prende le mosse il volume “Povertà energetica e accesso equo all’energia” (Luiss University Press), frutto della collaborazione tra Fondazione Banco dell’Energia e Università Luiss, presentato a Roma con la partecipazione del Rettore Paolo Boccardelli e del Presidente della Fondazione Roberto Tasca.

Dalle radici storiche al presente: l’energia come misura di giustizia sociale
Il libro, scritto da Cesare Alemanni, Cesare Pozzi, Paola Valbonesi e Nando Pagnoncelli, propone un’analisi multidisciplinare della povertà energetica.
Alemanni, nel capitolo Fuoco invisibile, rilegge il rapporto tra energia e civiltà come una traccia della giustizia sociale, sottolineando come l’accesso alle risorse energetiche sia ancora oggi una questione di diritti.
Pozzi, con L’elettrificazione delle disuguaglianze, esplora le cause economiche strutturali del fenomeno: stagnazione dei redditi, aumento dei costi energetici e ineguaglianze territoriali che rendono più vulnerabili i piccoli centri rispetto alle aree metropolitane.
Valbonesi e Pagnoncelli completano l’analisi mostrando come la povertà energetica sia percepita dagli italiani come una minaccia crescente — il 77% teme di non poter sostenere i costi di luce e gas nei prossimi anni.

Le radici economiche e sociali della crisi
La povertà energetica, secondo gli autori, è il sintomo di un sistema economico che non redistribuisce equamente i benefici della transizione energetica.
Non si tratta solo di un problema tecnico, ma di una questione sociale e politica: l’aumento del costo dell’energia amplifica la disuguaglianza, soprattutto nelle aree più fragili del Paese.
Come sottolinea il Rettore Boccardelli, il volume si inserisce in una più ampia riflessione sul ruolo delle università come ponti tra conoscenza e impatto sociale, capaci di fornire strumenti per una transizione sostenibile e inclusiva.

Oltre l’analisi: costruire soluzioni e reti solidali
La Fondazione Banco dell’Energia, nata su iniziativa del Gruppo A2A, ha costruito negli anni una rete di oltre 100 stakeholder pubblici e privati, tra imprese, enti del terzo settore e istituzioni.
Con il Manifesto “Insieme per contrastare la povertà energetica”, la Fondazione promuove azioni concrete: dal pagamento delle bollette al supporto per la sostituzione degli elettrodomestici obsoleti, fino alla creazione di Comunità energetiche rinnovabili e solidali.
Solo nel 2024 sono stati destinati oltre 4 milioni di euro a iniziative dirette, raggiungendo più di 17.000 persone.
Per Roberto Tasca, presidente della Fondazione, «conoscere il fenomeno è il primo passo per affrontarlo: la sfida dell’energia riguarda tutti, e solo unendo ricerca, istituzioni e società civile possiamo dare risposte concrete».

Povertà energetica in Italia: sfide e prospettive future
La pubblicazione della Fondazione Banco dell’Energia e della Luiss rappresenta un punto di partenza per la riflessione collettiva su un tema che tocca la dignità e la sostenibilità sociale.
Le prospettive future dipendono dalla capacità del sistema Paese di integrare politiche energetiche, welfare e innovazione tecnologica.
In un contesto di transizione ecologica e crisi geopolitiche, la lotta alla povertà energetica diventa un banco di prova per la coesione sociale e per la costruzione di un modello economico più equo e sostenibile.