La Giamaica si risveglia in ginocchio dopo il passaggio dell’Uragano Melissa, la tempesta più potente mai registrata nella storia moderna dell’isola

Uragano Giamaica, raffiche fino a 298 km/h
Melissa ha travolto il Paese lasciando dietro di sé una scia di devastazione, inondazioni e intere comunità isolate.
Tre quarti della popolazione è rimasta senza elettricità, mentre comunicazioni e reti telefoniche risultano ancora interrotte in gran parte del territorio.
Il primo ministro Andrew Holness ha dichiarato la Giamaica “zona di disastro”, avvertendo di “danni significativi a ospedali, abitazioni e infrastrutture critiche”. Sebbene non siano ancora state confermate vittime, le autorità locali temono perdite di vite umane.

Case distrutte e città sommerse: “Sembra un film apocalittico”
Le regioni occidentali e centrali dell’isola risultano tra le più colpite. A Montego Bay, cuore turistico del Paese, la città è stata divisa in due da inondazioni “senza precedenti”, secondo il sindaco Richard Vernon.
A Black River, agenti di polizia e civili hanno cercato rifugio all’interno delle stazioni danneggiate, mentre nel villaggio di Carlisle (St Elizabeth) intere famiglie hanno perso il tetto delle proprie case.
Molti testimoni descrivono scene di terrore. “È stato come sentire un treno merci passare sopra di noi”, ha raccontato Andrew Moncure, imprenditore che si è barricato nel bagno del suo hotel insieme alla moglie e al figlio di 20 mesi.
Secondo meteorologi internazionali, la rapidissima intensificazione del ciclone è stata alimentata da temperature oceaniche eccezionalmente alte, un segnale allarmante del cambiamento climatico in corso nei Caraibi.

Emergenza umanitaria: agricoltura in ginocchio e allarme ONU
La contea di St Elizabeth, conosciuta come la “dispensa agricola della Giamaica”, è tra le più devastate. Campi di ortaggi e piantagioni di canna da zucchero risultano sommersi, mentre migliaia di contadini rischiano di perdere il raccolto e la principale fonte di reddito.
L’ONU e l’UNHCR hanno espresso preoccupazione per le conseguenze umanitarie, offrendo supporto immediato alle autorità giamaicane e ai rifugi temporanei allestiti per le famiglie sfollate.
Anche la sanità pubblica è sotto pressione: diversi ospedali sono stati danneggiati o resi inaccessibili dalle frane. Intanto, i turisti ancora bloccati sull’isola raccontano ore di paura e isolamento assoluto.

Prospettive e ricostruzione: un Paese paralizzato ma resiliente
L’Uragano Melissa ha proseguito la sua corsa verso Cuba, declassato a categoria 3, ma continua a rappresentare una minaccia.
La Giamaica punta ora sul proprio catastrophe bond – una speciale assicurazione contro i disastri naturali – per finanziare la ricostruzione. Tuttavia, i tempi per il ritorno alla normalità restano incerti.
“Il nostro obiettivo immediato è contare i sopravvissuti e garantire assistenza”, ha dichiarato il sindaco di Montego Bay. La comunità internazionale osserva con apprensione, consapevole che la crisi climatica globale renderà eventi come questo sempre più frequenti.